Allarme “classi-pollaio”

A settembre ci saranno 34mila studenti in più rispetto a quest’anno scolastico, ma lo stesso numero di professori. E’ l’allarme lanciato in questi giorni dai sindacati in un incontro tecnico con il Ministero dell’Istruzione. L’aumento d’iscritti  riguarderà soprattutto alcune regioni del nord e il rischio è di avere – soprattutto nelle grandi città – classi particolarmente numerose, con oltre trenta alunni: non verrà rispettata, di conseguenza, la normativa per la Sicurezza e per la Tutela della Salute nei luoghi di lavoro, che prevede un tetto di 26 alunni, con la possibilità di andare oltre a patto che esistano alcune condizioni… che la maggior parte delle volte non sono presenti.

Nello specifico, l’incremento sarà di 33.997 unità, derivanti da un aumento di 25.546 allievi (+ 1,03%) alle superiori e di 9.216 (+0,36%) alla scuola primaria. Solo le scuole medie registreranno un lieve decremento, di 785 (-0,05%) unità. Il problema è che di fronte a questo boom di iscrizioni, non seguirà alcuna variazione del corpo docente, anzi: la forbice prof-alunni si sta sempre più allargando. Scorrendo gli ultimi dati forniti dalla Ragioneria Generale dello Stato, si scopre che tra il 2007 e il 2012 il personale della scuola ha perso oltre 124 mila posti (facendo registrare un -10,9%): da 1.137.619 unità di personale si è passati a poco più di un milione. E la gran parte di questi posti persi, almeno 100 mila appartengono al corpo docente.

L’impossibilità per l’amministrazione di incrementare il loro numero, sebbene per il secondo anno consecutivo ce ne sia l’impellente necessità, trova origine nel blocco all’organico di diritto previsto dalla Legge n. 122/2102 che, abbinato a quello sull’innalzamento del numero minimo di alunni per istituto (a ridosso di 1.000) dettato dalla Legge 111/2011, dal prossimo settembre andrà a determinare sempre più classi con un numero di alunni eccessivo.

In ogni caso sarà un decreto interministeriale (Miur-Economia) a definire gli organici, una volta terminate le iscrizioni e determinato il numero esatto di alunni.

Margherita De Nadai