Formazione e nuove tecnologie: il problema

Ad una visione superficiale può sembrare che riflettere e studiare sulla opportunità e sul vantaggio di introdurre in modo capillare nuove tecnologie informatiche in ambienti di formazione scolastica tradizionale sia una attività completamente superata dai fatti.
Effettivamente le scuole sono ormai dotate (e superdotate!) di computer, collegamenti in rete, masterizzatori di CD, stampanti grafiche a colori, software potenti e costosi, ecc… Può sembrare, quindi, del tutto superfluo riflettere sulla opportunità o meno di mettere in funzione questa potente macchina tecnologica affidandole il ruolo di docente, tutor, compagno di scuola virtuale, intrattenitore, ecc…
Una osservazione più attenta della realtà scolastica italiana costringe a notare alcune disfunzioni:

  • l’utilizzo delle macchine e dei laboratori di informatica in cui queste sono raccolte che mal si concilia con l’attuale organizzazione della scuola. Essa, infatti, pone ancora pesanti vincoli sulla suddivisione oraria degli insegnamenti, sull’assunzione in ruolo di personale tecnico che curi la manutenzione delle macchine e sui fondi destinati alla loro gestione;
  • la presenza di un corpo insegnante generalmente non preparato ad utilizzare strumentazione informatica. É noto che a tutt’oggi le nostre Università sfornano neolaureati in indirizzi didattici senza alcuna preparazione nè alcuna sensibilità di tipo informatico;
  • l’abitudine a far dipendere ogni forma di di aggiornamento da imposizioni o remunerazioni da parte dell’amministrazione scolastica;
  • la scarsa attenzione ai problemi della formazione del corpo insegnante e della partecipazione a sperimentazioni didattiche particolari.

In questa situazione abbastanza sconfortante la presenza ingombrante di strumenti informatici suscita differenti reazioni tra il corpo docente:

  • un completo disinteresse. Alcuni insegnanti, appellandosi alla libertà di insegnamento, semplicemente si limitano ad ignorare la presenza di macchine, laboratori, ecc., con la conseguenza di negare ai ragazzi l’opportunità sia di entrare in contatto con strumenti e conoscenze che potrebbero essere loro utili nei futuri ambienti di lavoro, sia di potersi esprimere attraverso media che fanno già parte del vissuto quotidiano dei giovani;
  • una sensazione di panico, constrastata con l’adozione delle soluzioni più semplici, che possano aiutare a restare a galla . La conseguenza peggiore, in questo caso, è lo spreco di risorse, causato da una accettazione acritica di strategie e materiali didattici preconfezionati a cui si aggiunge la convinzione di adeguarsi a scelte dettate da una moda, destinate ad essere abbandonate in tempi brevi;
  • un forte attivismo personale, che produce gelosia ed insofferenza nei colleghi. É abbastanza facile trovare in ogni ambiente scolastico insegnanti che per predisposizione personale si lasciano affascinare dalla possibilità di introdurre metodi e strumenti informatici nel loro insegnamento, impegnano energie ed entusiasmo nello sviluppo di progetti molto qualificati, riescono a coinvolgere i ragazzi in esperienze molto positive. Per contro, generalmente queste realtà rimangono degli episodi isolati ed, anzichè stimolare la collaborazione e l’imitazione dei colleghi, suscitano incertezze, timori e gelosie. In qualche caso la presenza di queste persone diventa un ostacolo alla diffusione trasversale dell’uso di nuove tecnologie come strumenti per l’insegnamento delle diverse discipline.

Certamente il compito di sanare questa situazione spetta in primo luogo agli organismi ufficialmente preposti al governo dell’istruzione pubblica . Il ruolo strategico che un ente come il Consiglio Nazionale delle Ricerche può assumere nei confronti di questa problematica è quello di riuscire a stimolare la sensibilità dei docenti, evidenziando le effettive potenzialità offerte dalle tecnologie informatiche nel processo di insegnamento/apprendimento, per un miglioramento della scuola sia nella qualità dei contenuti disciplinari che vengono trasmessi, sia nel livello di interesse e di coinvolgimento degli studenti. Ciò alla luce della consapevolezza, acquisita nella quotidiana attività di ricerca, dell’importanza che le tecnologie informatiche hanno per raggiungere gli obiettivi di crescita e diffusione della conoscenza.

(Istituto di Analisi Numerica, 05/2001)