Digitale a scuola: l’Italia stanzia soltanto 5 euro a studente

Il quadro delineato in questi giorni dall’ente di ricerca Eurispes circa gli investimenti sulla “Scuola digitale” in Italia, è il seguente: ad oggi, per introdurre le tecnologie digitali nelle classi italiane, sono stati stanziati soltanto 30 milioni di euro. Vale a dire 5 euro a studente. Troppo pochi se si considera che di questo passo serviranno quindici anni per raggiungere gli altri paesi europei, come ad esempio la Gran Bretagna, dove l’80% delle sue classi già conta su strumenti didattici e informatici.

Eppure, complessivamente, nel 2013 in Italia si è registrata una diffusione di circa 70mila lavagne interattive in 1.200 classi, e le scuole coinvolte nelle nuove sperimentazioni didattiche sono state 36, con 80mila insegnanti formati sull’uso di questa strumentazione. Qual è, dunque, il problema? Il problema è che si tratta di un coinvolgimento ancora minimale rispetto a quello che necessita un Paese con oltre 8 milioni di alunni e 44mila sedi scolastiche, visto che le domande di attrezzature tecnologiche pervenute nel 2013 – fa notare l’Eurispes – sono state dieci volte superiori alle possibilità dello stesso ministero di poterle soddisfare con le risorse finanziarie disponibili.

In merito all’argomento, è intervenuto il ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza, che vuole puntare su un approccio “pervasivo” alla tecnologia digitale, la quale “non deve diventare una nuova materia di insegnamento, ma un mezzo di cui devono avvalersi tutte le materie, come fu per il libro stampato sul quale si basò il sistema scolastico dell’Ottocento”. Intervenendo i giorni scorsi a Roma, al Convegno “Educare alla Rete”, in occasione della Giornata europea della protezione dei dati personali 2014, il Ministro ha anche paragonato l’educazione digitale a “un’educazione civica che si rinnova”, e ha aggiunto che “la scuola deve cambiare la sua struttura seguendo il nuovo modo in cui il sapere si trasmette”.

Intanto, almeno a livello regionale, qualcosa si muove in positivo. L’Emilia Romagna, ad esempio, ha appena stanziato 4 milioni e mezzo di euro di fondi per aumentare ulteriormente le dotazioni tecnologiche delle sue scuole. Fondi che verranno utilizzati per allestire 120 nuove classi con tecnologie mobili per gli studenti, per dotare 357 aule di lavagne interattive e per attivare sei “scuole 2.0”, all’interno delle quali l’innovazione coinvolgerà l’intera vita scolastica.

Margherita De Nadai