Carlotta e il perfido Gluten

In un regno di fiaba, tanti e tanti anni fa, in un castello abbarbicato su una montagna rocciosa, viveva un Re malvagio che portava un nome lunghissimo: Rico Etnad Ivid di Gronumbergo, per i pochissimi amici… Gluten.

In un regno di fiaba viveva un re malvagio...Il Re era ricchissimo e molto avaro, e ai suoi sudditi concedeva meno di nulla, era bramoso di conquistare terre e villaggi, che metteva a ferro e fuoco, e sulle terre rase al suolo voleva poi che venisse seminato frumento che raccoglieva in gran quantità colmando d’oro e d’argento i suoi forzieri. Per questo veniva chiamato Gluten, nome che deriva dal glutine, sostanza contenuta nel grano.
Gluten era diventato il Re più potente di tutte le terre, ma mancava ancora al suo disegno di guerra il piccolo villaggio di Grupignano, abitato da poveri contadini dediti alla coltivazione del mais.

A Grupignano, in una casina di sasso piccola e graziosa sulle sponde del fiume Natisone, viveva una bambina di nome Carlotta, tanto piccola e minuta quanto forte e coraggiosa. Gheorg, un omone con grandi baffi bianchi, buono, saggio ed operoso, era il miglior amico di Carlotta, quasi un vero nonno.

Quando uno stormo di corvi neri si posò sul tetto della casina di sassi, Carlotta, corse ad avvisare il nonno Gheorg, raccontandogli che uno dei pennuti aveva parlato dicendo che, di lì a poco, Gluten avrebbe distrutto il villaggio. “Come potremo affrontare la forza del Re?”, si preoccupò la bambina.
“Affronteremo Gluten con l’astuzia e l’ingegno… difenderemo i campi di mais e, vedrai, avremo la meglio!”, rispose il nonno saggio soffregandosi i baffi.
Il vecchio sapeva bene che chiunque, sia anche esso mostro o mago, ha un punto debole, basta saperlo trovare, e Gluten non avrebbe fatto eccezione.

Gheorg era amico di Ododril, giullare di corte, di certo lui avrebbe potuto capire quale fosse il punto debole del Re. Fu così che Ododril, giullare di buon cuore, decise di aiutare Carlotta e Gheorg, sapendo che, con canti e burle, e magari con l’aiuto di un po’ di buon vino, sarebbe riuscito ad ingannare il Re…

L’occasione buona si presentò quando Gluten, dopo aver banchettato mangiando e bevendo in quantità, chiese di ascoltare le melodie del mandolino del giullare.
Ododril allora mise in atto il suo piano e intonò una melodiosa cantilena che altro non era che un indovinello per il Re:

Ododril intonù una melodiaosa cantilena...Ghirin ghirin gaia…
il gallo è sulla ghiaia
che becca il grano d’oro preso dal grande tesoro
che il Re custodisce gelosamente
e difende con il suo affilato fendente!
Ma come avrà fatto il furbo galletto
a non essere preso per il colletto?
Forse una magia dietro ci sta
che ha confuso le guardie di sua maestà…?”

Il Re, preoccupato e incuriosito da quelle parole, si rivolse al giullare: “Che storia è mai questa? Quale inganno o scaltrezza ha usato il galletto?” “E quale mai potrebbe essere, mio Re?” rispose Ododril, “Tu hai timore di qualcosa?”
“Ti risponderò in rima, caro giullare…” e così Gluten iniziò:

“Io non temo nulla, caro giullare
ma per potermi conquistare
forse basta saperci fare!
Vado pazzo per i dolci e le caramelle
le torte, i gelati e le ciambelle!
Sono un grande golosone
e mi riempirei il gran pancione
di un dolce buono come la gubana
che ha sapore di terra friulana.
Noci, cacao, pinoli e uvetta
sono avvolti in una sfoglia perfetta
che l’acquolina mi fa venire
e quasi mi sento di svenire!
Ahimè, nessuno la sa cucinare
e quindi la devo solo bramare…
ma se qualcuno troverò
che sappia donarmi questo dolcetto
avvolto in tondo come un salsiccetto,
buono con lui diverrò…”

Così il Re aveva svelato in rima il suo punto debole: sarebbe capitolato davanti ad una gubana.

Il nonno Gheorg conosceva Marta, un’anziana donna del paese che sapeva cucinare magnificamente utilizzando antiche ricette che custodiva in una vecchia scatola di latta colorata.
Nottetempo, con amore e pazienza, Marta cucinò un’ottima Gubana che, all’alba, Gheorg e Ododril erano pronti a consegnare al Re.

Giunti nella sala del trono i due si inchinarono al cospetto del sovrano, implorandolo ancora di non distruggere Grupignano. “Mai nessuno si permise di dirmi ciò che devo fare! La vostra impertinenza sarà immantinente punita con la prigione!”, urlò adirato Gluten…
“Nemmeno per una ottima gubana sapresti rinunciare al tuo perfido disegno?” replicò rapido il nonno. A quelle parole il Re strabuzzò gli occhi: “Una gubana? Magari…”
E il nonno tolse prontamente dal sacco un profumato dolce che Gluten afferrò con ingordigia.
Il Re era feroce ed avaro ma, da buon guerriero, bisogna riconoscere che sapeva mantenere la parola data, accettò così il patto… alla gubana di nonna Marta non si poteva resistere!

Nel forno della casina di sassi, intanto, Carlotta e la mamma cucinavano la gubana con la farina di mais e Marta faceva lo stesso, così che ci fu almeno una fetta di dolce per ciascun abitante del paese.

Gluten non disturbò più la quiete del borgo, perché lì si producevano i dolci di cui andava ghiotto.
Gli abitanti di Grupignano si impegnarono nella costruzione dell’ANTICO FORNO DI NONNA MARTA, e da allora in poi ci furono gubane e dolcetti di mais per tutti!

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Gubana: dolce tipico friulano delle Valli del Natisone, a forma di chiocciola, confezionato con pasta dolce lievitata e un ripieno di noci, uvetta, pinoli, zucchero, liquore, scorza grattugiata di limone.

Grupignano: Il paese Grupignano (frazione di Cividale del Friuli) e il Fiume Natisone ( che scorre a Cividale del Friuli e lo attraversa, con il suo famoso ” Ponte del Diavolo”) esistono realmente.

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Fiaba per la celiachia di Rosa Rita Formica, da un’idea di Carlotta Abrami
Illustrazioni dell’autrice

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