Idee per la “scuola che verrà”

Sì al bonus maturità e alla riforma della scuola media, no ai “concorsoni”, via libera alla tecnologia nelle scuole se usata con moderazione. Sono queste, in sintesi, le idee del nuovo ministro all’Istruzione Stefania Giannini per la scuola che verrà.

La sua idea è, innanzi tutto, quella di premiare gli insegnanti migliori. Per il neo-ministro è arrivato il momento di dire basta agli scatti stipendiali automatici: la sua riforma legherà gli aumenti di stipendio con il merito. E per quanto riguarda il reclutamento, saranno bocciati i mega concorsi di Stato, colpevoli – secondo il ministro – di creare solo ricorsi e procedure sbagliate. Spazio dunque alla libertà per le scuole di assumere autonomamente.

Un altro degli obiettivi della Giannini è quello di reintrodurre il “bonus maturità”, convinta che il voto di uscita dalle superiori debba essere preso in considerazione nei test d’ingresso a numero chiuso delle Università (che comunque non piacciono alla Giannini). Il bonus verrà reintrodotto dal prossimo anno scolastico.

L’idea del “liceo breve” – della durata di 4 anni anziché 5 – invece non piace alla Giannini, che si definisce perplessa, ma non contraria a continuare la sperimentazione avviata dall’ex ministro Carrozza. Anche il premier Renzi vorrebbe far terminare la scuola a 18 anni, ma anticipando l’ingresso nelle scuole elementari al compimento del quinto anno di età piuttosto che togliendo un anno di liceo.

Inoltre, per il ministro Stefania Giannini, la riforma della scuola dovrà concentrarsi soprattutto sulla scuola media inferiore, molto più indietro rispetto agli altri cicli scolastici. La Giannini, infine, si è focalizzata sulla tecnologia nelle scuole, argomento su cui procede molto cautamente: sì alla tecnologia che collega la scuola con il mondo e concessi computer e tablet, purché non sostituiscano i libri cartacei sui banchi.

Per ora quelle del nuovo ministro sono solo idee, che vedranno attuazione il prossimo anno scolastico. Nel frattempo, il governo è pronto ad investire nelle scuole: già pronto, infatti, un piano sicurezza per alcuni miliardi di euro (fuori dalla Legge di Stabilità), per intervenire negli edifici scolastici più critici e riportare la situazione alla normalità, entro 3 mesi. 

Margherita De Nadai