L’istruzione di massa corre sulla rete

Ci eravamo appena abituati alla parola e-learning: formazione a distanza, apprendimento in rete, reperimento di  informazioni in Internet. E sicuramente, se chiedessimo ai nostri nonni il significato di questo termine, non ci saprebbero rispondere.

Ci eravamo appena abituati a concepire il pensiero di un’istruzione non  più vis-à-vis, all’immagine dell’insegnante mediata da un monitor al posto di una figura in carne ed ossa, all’idea di poter attingere cultura e sapienza dal Web.

Ci eravamo appena abituati ai numerosi tutorial di Youtube, dove qualcuno – attraverso un video – ci insegna a fare le cose più disparate, dal truccarci al cimentarci in lavoretti manuali, dall’usare un programma informatico al preparare succulenti piatti.

Avevamo appena fatto a tempo ad abituarci a tutto ciò, quando sono arrivati i webinar. Un neologismo nato dalla fusione di due parole in una, web e seminar, che indica semplicemente un… seminario online. E qui la novità non sta tanto nell’etimologia, bensì nel fatto che non si tratta più un rapporto di esclusività con il pc e l’immagine del tutor: ciascun partecipante, infatti, accedendo al seminario dal proprio apparecchio, si trova “in compagnia”, in quanto connesso con altri partecipanti tramite Internet. Una situazione interattiva dove i partecipanti possono interagire tra loro e con il coordinatore del seminario tramite chat, audio e video chat, lavagne elettroniche e via dicendo, disponibili dal sistema di web conference.

Dopo i webinar, un nuovo termine (anzi, un nuovo acronimo) ha fatto il suo debutto: Mooc. Ovvero, Massive Open Online Course. Si apre, così, l’era dell’istruzione di massa online. Una vera e propria moda, che proviene dagli Stati Uniti e che sta prendendo piede in tutto il mondo. Molto gettonati dalle migliori università americane, i Moocs fanno parlare di sé. C’è chi li osanna definendoli come i realizzatori della democrazia nell’istruzione, chi li proclama come “la più importante tecnologia applicata all’educazione degli ultimi 200 anni”, chi sussurra che sia solo una strategia di marketing, e chi – allarmato – sostiene che cospirino contro la scuola tradizionale fino a sostituirla definitivamente, un giorno.

Infine, rumoreggia nel Web, Oilproject, una “scuola online” gratuita fondata da un gruppo di studenti dove chiunque può proporre contenuti, video, testi ed esercizi sulle materie più disparate e dove ci si può anche esercitare in preparazione agli esami di maturità.

Insomma, è in atto una continua evoluzione, alla quale non riusciremo mai ad abituarci. Nella nostra sezione appunti e strumenti di studio potete trovare numerosi esempi di piattaforme e-learning, podcast, video, tutorial e contenuti didattici condivisi… ce n’è per tutti i gusti.

Ma diciamoci la verità: non è molto più bello apprendere e studiare in una vera classe, insieme ad altri coetanei gomito a gomito, interagendo con un insegnante in carne ed ossa?

Margherita De Nadai