Miur: nuove linee guida per l’accoglienza degli studenti stranieri

Sono state redatte dal Ministero della Pubblica Istruzione le nuove Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri. Un passo necessario, dato che le precedenti risalivano al 2006, quando gli alunni stranieri erano 430mila a fronte degli 830mila di oggi.

Il testo è frutto di un lungo lavoro di raccolta ed elaborazione di dati e di esperienze effettuato dall’ufficio “Immigrazione, orientamento e lotta all’abbandono scolastico” della Direzione generale per lo Studente del Miur. A otto anni dalla prima stesura, esce dunque il nuovo documento, tenendo conto di uno scenario profondamente mutato, che ha richiesto di aggiornare le indicazioni operative per le scuole. Ad esempio, oltre alla quantità degli studenti, è mutata anche la distribuzione degli alunni stranieri, spostandosi progressivamente dalla scuola primaria alla scuola secondaria di primo e secondo grado: nello specifico sono 200mila gli studenti con cittadinanza non italiana iscritti al secondo grado e l’80% frequenta istituti tecnici e professionali.

Il documento, firmato dal ministro Maria Chiara Carrozza dopo tre anni di lavori, propone indicazioni aggiornate sui temi dell’orientamento scolastico, della valutazione, dell’istruzione e formazione dei giovani e degli adulti. Alle scuole il ministro chiede di evitare le cosiddette “classi-ghetto” ad ogni livello, e ai dirigenti delle superiori di non confinare tutti gli alunni stranieri negli istituti professionali com’è accaduto negli ultimi anni: professori e dirigenti, infatti, dovranno aiutare i ragazzi di origine straniera che devono iscriversi alla scuola secondaria e fare in modo che vengano formate classi con una percentuale di non italiani che non superi il 30% del totale degli iscritti. Chi è arrivato da poco in Italia, ha diritto a seguire lezioni di italiano per 8-10 ore settimanali per una durata di 3-4 mesi. Per superare le difficoltà linguistiche e per facilitare la comprensione delle scelte educative della scuola dovranno essere coinvolte anche le famiglie degli studenti, con l’aiuto di mediatori culturali o interpreti. E chi non ha documenti potrà comunque iscriversi e troverà le domande tradotte anche in inglese.

Ma soprattutto, la caratteristica distintiva del fascicolo è quella di offrire alle scuole una selezione ragionata delle soluzioni organizzative e didattiche elaborate e realizzate dalle scuole stesse. Ecco perché il documento si propone come “veicolo di disseminazione e condivisione delle migliori pratiche già messe in atto per l’accogliere ed accompagnare in modo ottimale i sempre più numerosi ragazzi di origine non italiana che le frequentano”.

Margherita De Nadai